Dedicato il nuovo altare nella chiesa parrocchiale di Villalago



La comunità parrocchiale di Villalago, nel pomeriggio del primo maggio, si è riunita in chiesa per  partecipare alla  dedicazione del nuovo altare, alla benedizione dell’ambone e della sede del celebrante.
La liturgia è iniziata con il canto. Il parroco don Alain ha ringraziato i presenti e quanti si sono impegnati per la realizzazione del nuovo altare: monsignor Nannarone, dell’ufficio Beni culturali della diocesi, la dottoressa Colangelo, funzionaria della Soprintendenza,  Salvatore D’Antonio che ha offerto l’altare, l’ambone e la sede, i parenti di Salvatore che hanno offerto le tovaglie e quanti hanno  collaborato per la sistemazione e la pulizia.




Alla celebrazione ha preso parte il sindaco di Villalago, e quello di Fornelli, paese da dove ad agosto vengono i pellegrini a piedi,  presenti altre autorità civili e militari.
L’altare che era nella chiesa parrocchiale era mobile e  per l’adeguamento alle nuove norme della riforma liturgica conciliare è stato necessario farlo nuovo e fissarlo al pavimento.
Durante l’omelia il vescovo ha spiegato il significato dell’altare, dell’ambone e della sede del celebrante.
La parola altare  etimologicamente deriverebbe da due verbi latini: alĕre (= nutrire) e arēre (= bruciare).



Dall’etimologia derivano già i due significati antropologici e poi teologici, cioè gli aspetti conviviale e sacrificale.
L’altare cristiano è, per sua natura, ara del sacrificio e mensa del convito pasquale:
- su quell’ara viene perpetuato nel mistero, lungo il corso dei secoli, il sacrificio della croce, fino alla venuta di Cristo;
- a quella mensa si riuniscono i figli della Chiesa, per rendere grazie a Dio e ricevere il corpo e il sangue di Cristo.
L’altare è pertanto, in tutte le chiese, «il centro dell’azione di grazie, che si compie con l’Eucaristia»;
Dal punto di vista iconologico l’altare è anche:
- segno di Cristo sacerdote e vittima, non solo durante la celebrazione ma in modo permanente;
- segno di Cristo pietra viva e pietra angolare su cui si costruisce la Chiesa;
- segno dell’unico Cristo e dell’unica Eucaristia nella Chiesa;
- centro attorno al quale si raduna l’assemblea liturgica;
- segno di carità in quanto luogo del sacrificio e del dono della vita di Cristo e in quanto luogo di incontro della comunità nel banchetto pasquale;

  • segno del banchetto escatologico, cioè della gioia eterna nel paradiso.


 
Il vescovo ha invitato la comunità a pregare con queste parole:
La nostra comunità è in festa per la benedizione di questo altare. Partecipiamo con devota attenzione al rito liturgico e supplichiamo il Signore, perché accolga con bontà l'offerta che la Chiesa presenterà sulla mensa, e faccia di noi, suo popolo, un sacrificio perenne a lui gradito.
Guarda, o Signore, questo altare, 
preparato per celebrare i tuoi misteri: 
sia il centro della nostra lode 
del nostro rendimento di grazie; 
sia l'ara sulla quale offriamo nei segni sacramentali 
il sacrificio del tuo Figlio; 
sia la mensa su cui spezziamo il pane della vita 
e beviamo al calice dell'unità; 
sia la fonte da cui sgorga perenne l'acqua di salvezza.

Dona a noi tuoi fedeli 
che ci accostiamo al Cristo pietra viva 
di essere in lui edificati in tempio santo, 
per offrire sull'altare del nostro cuore 
in sacrificio spirituale 
la nostra vita realmente vissuta 
a lode della tua gloria.
 
E’ seguita la litanie dei santi e la solenne preghiera di dedicazione: “E ora ti preghiamo,  umilmente, Signore, avvolgi della tua santità questo altare eretto nella casa della tua Chiesa perché sia dedicato a te per sempre come ara del sacrificio di Cristo e mensa del suo convito, che redime e nutre il suo popolo.
Questa pietra preziosa ed eletta sia per noi segno di Cristo dal cui fianco squarciato scaturiscono l’acqua e il sangue fonte dei sacramenti della Chiesa.





Dopo la preghiera è seguita l’unzione dell’altare e l’incensazione.  Terminata l’incensazione,  alcuni fedeli hanno asciugato l’olio e ricoperto l’altare con una tovaglia adornandola di fiori e ponendovi i candelieri.
E’ seguita l’illuminazione dell’altare con l’accensione delle candele.
 
Al termine della celebrazione il vescovo ha dato la notizia che dal 12 al 16 agosto prossimi, giungerà dalla abbazia di Sora,  a Villalago, il corpo di S. Domenico abate, nel millenario della fondazione del monastero ad opera del santo a S. Pietro in lago. Un evento unico, che coinvolgerà i tanti fedeli e devoti per ravvivare il cammino verso la santità.



La celebrazione della dedicazione dell’altare rimarrà scolpita nel cuore e nelle menti dei fedeli, una bella pagina di storia e di grazia per la comunità parrocchiale di Villalago.



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