Celebrata la festa di S. Domenico a Cocullo



Una giornata di sole ha richiamato migliaia di persone (più di ventimila) nel piccolo comune di Cocullo, in occasione della festa di S. Domenico abate. Il parroco don Oliviero ha preparato la comunità parrocchiale al momento celebrativo che ha visto anche la presenza di diversi sacerdoti.




Molti i pellegrini, devoti di S. Domenico, che ogni anno  si recano a piedi a  Cocullo, o in bici, o con il treno, con il camper o in macchina, non volendo perdere l’appuntamento di preghiera ma anche di coinvolgimento emotivo.
Come ogni anno i clic fotografici, le riprese con i telefonini hanno fatto la parte da leone per immortalare momenti da non dimenticare soprattutto durante la processione.



La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo Spina, di seguito viene riportata integralmente l’omelia: “
 
Carissimi fratelli e sorelle,
siamo qui a Cocullo per celebrare la santa Eucaristia,  nella  solennità di S. Domenico abate. Il nostro primo pensiero e la nostra preghiera è per  tutti i lavoratori e le lavoratrici, affinchè il Signore benedica il lavoro umano, perché vengano trovate soluzioni alla precarietà e alla mancanza di lavoro per tante famiglie e soprattutto per i giovani.
Rivolgo il mio affettuoso saluto al parroco don Oliviero, ai sacerdoti, ai religiosi, ai diaconi qui presenti; saluto il sindaco di Cocullo, gli altri sindaci qui convenuti e tutte le autorità civili e militari di ogni ordine e grado. Rivolgo un caloroso saluto a tutti voi pellegrini, ai tanti visitatori e turisti che oggi affollano questo bellissimo paese; un saluto particolare, poi,  agli abitanti di Cocullo per la loro cordialità e squisita accoglienza.
E’ una bella giornata di sole, quella che il Signore ci dona, ma è soprattutto una giornata di luce interiore per la parola e i doni di grazia e le benedizioni che Dio riversa nella nostra vita.
Dopo aver ascoltato la parola di Gesù nel Vangelo, che ci parla del tesoro e della perla preziosa, io e voi , insieme, oggi poniamoci la domanda: quale è il tesoro della mia vita, cosa ho di più prezioso? Certo, ognuno ha la sua risposta. Il vangelo ci dice che il tesoro della nostra vita è Dio, il suo Regno, che Gesù ci ha annunciato e che ci ha meritato con la sua passione, morte e risurrezione. Di fronte a un dono così grande quale è la nostra risposta? Siamo noi pronti a vendere tutto quello che abbiamo per avere questo tesoro, come ci ha detto il Vangelo? Siamo noi disposti a vendere tutto pur di avere la perla preziosa, l’unica che vale e che rimane?
San Domenico Abate, che in questo lembo di terra è vissuto mille anni fa, e in questo anno ricorre il millenario di quando ha fondato il monastero di S. Pietro in Lago in Villalago, e per questo ho fatto richiesta al vescovo di Sora e al priore dell’Abbazia di Sora, dove sono custodite le sacre spoglie del santo, nonchè al Capitolo di S. Pietro in Roma e alla Congregazione dei Santi, di poter avere il corpo del santo a Villalago dal 12 al 16 agosto  e poter passare per qualche ora anche qui a Cocullo, dicevo S. Domenico è colui che ha cercato Dio come tesoro della sua vita e si è lasciato abitare dal suo amore  e dalla sua santità.



Quando una persona si lascia abitare da Dio la sua vita cambia, diventa bella, luminosa, profumata. Pensiamo quando mettiamo un po’ di profumo in un vasetto e poi lo togliamo, in quel vasetto, l’odore di profumo continua a rimanere per sempre.  Così è la santità. Chi crede, chi si lascia abitare da Dio, Dio in quella persona fa cose grandi, fa miracoli. Gesù ha detto: “Se avete fede quando un granello di senape potete spostare una montagna”, questo oggi è vero, perché con le tecnologie a disposizione riusciamo a frammentare le pietre di una montagna e a spostarla, ma non riusciamo a spostare il nostro cuore.



Quando si indurisce, quando diventa come pietra non riusciamo più a cambiarlo. Interroghiamoci in questo momento: con chi sono litigato? Verso chi provo rancore, o peggio, odio. Sono pronto a perdonare, a fare pace, a ricreare amicizia?
Ci rendiamo conto che a parole è facile, ma a farlo è difficile. Questo è il cuore di pietra, questo è il veleno che è dentro di noi e che il maligno inietta e ci anestetizza, ci addormenta, ci mette contro e viviamo una vita piena di veleno, di rabbia e non siamo sereni. Il peccato dentro di noi non riusciamo a toglierlo con le nostre forze, è necessaria  la grazia di Dio, il suo amore misericordioso. Il tesoro più prezioso della nostra vita è la nostra anima e se la perdiamo abbiamo perso tutto. San Domenico abate aveva capito tutto questo ecco perché la sua vita è stata una risposta generosa e fedele ai doni di Dio, ha accolto la sua parola e ha creduto con un fede forte, profonda, vera, pura, fatta  di segni credibili. In lui non ci sono state le superstizioni, le credenze, oggi ce ne sono tantissime: persone che ricorrono ai maghi, che si fanno leggere le carte, che portano amuleti portafortuna.



Tutto ciò è contro la fede. Forse anche oggi tra noi c’è qualcuno che continua ad essere  superstizioso pechè magari, durante la processione,  un serpente copre l’occhio di S. Domenico, e allora è sfortuna. Cari fratelli e sorelle, non crediamo alle stupidaggini, san Domenico ci insegna che cosa è la vera fede, è accogliere la parola di Dio, accogliere la salvezza operata dal Signore Gesù, è vivere lontano dal peccato è avere certezza che in ogni situazione, anche la più difficile Dio ci ama.
L’esperienza  di fede vissuta da S. Domenico ci insegna che non serve riempire i luoghi di culto se i nostri cuori sono svuotati del timore di Dio e della Sua presenza; non serve pregare se la nostra preghiera rivolta a Dio non si trasforma in amore rivolto al fratello; non serve tanta religiosità se non è animata da tanta fede e da tanta carità; non serve curare l’apparenza, perché Dio guarda l’anima e il cuore (cfr 1 Sam 16,7) e detesta l’ipocrisia (cfr Lc 11,37-54;  At 5,3-4).[2]



Papa Francesco qualche giorno fa, durante l’omelia  della S. Messa  in Egitto, ci ricordato che: Per Dio, è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!
La fede vera è quella che ci rende più caritatevoli, più misericordiosi, più onesti e più umani; è quella che anima i cuori per portarli ad amare tutti gratuitamente, senza distinzione e senza preferenze; è quella che ci porta a vedere nell’altro non un nemico da sconfiggere, ma un fratello da amare, da servire e da aiutare; è quella che ci porta a diffondere, a difendere e a vivere la cultura dell’incontro, del dialogo, del rispetto e della fratellanza; ci porta al coraggio di perdonare chi ci offende, di dare una mano a chi è caduto; a vestire chi è nudo, a sfamare l’affamato, a visitare il carcerato, ad aiutare l’orfano, a dar da bere all’assetato, a soccorrere l’anziano e il bisognoso (cfr Mt 25,31-45). La vera fede è quella che ci porta a proteggere i diritti degli altri, con la stessa forza e con lo stesso entusiasmo con cui difendiamo i nostri. In realtà, più si cresce nella fede e nella conoscenza, più si cresce nell’umiltà e nella consapevolezza di essere piccoli. Come abbiamo ascoltato dalla seconda lettura.
“Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono,  perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore”. (1Cor 1,26-31)
San Domenico è un santo autentico, abitato da Dio per questo la sua vita è stata piena di prodigi di amore con gli occhi fissi in Dio e con le mani operose per aiutare le persone che a lui si rivolgevano.



Cari fratelli e sorelle dopo questa sosta in cui Dio ci ha ristorati, ricreati, tornate alla vostra vita quotidiana, alle vostre famiglie, al vostro lavoro pieni di gioia, di coraggio e di fede. Non abbiate paura di aprire il vostro cuore alla luce del Risorto e lasciate che Lui trasformi la vostra incertezza in forza positiva per voi e per gli altri. Non abbiate paura di amare tutti, amici e nemici, perché nell’amore vissuto sta la forza e il tesoro del credente!
La Vergine Maria, beata, perché ha creduto, san Domenico abate, diano pace ai nostri cuori e benedicano tutti voi, per un luminoso e gioioso cammino di santità verso il Regno di Dio. Amen.
 

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