Via Crucis a Scanno con i giovani della Diocesi



E' una denuncia dell'assenza di lavoro e quindi di prospettive nel territorio quella venuta dalla Via Crucis dei giovani della Diocesi di Sulmona-Valva svoltasi oggi pomeriggio a Scanno e presieduta dal Vescovo monsignor Angelo Spina.




Lungo le strade e le piazze di uno dei borghi più belli d'Italia, attraverso le quattordici stazioni del cammino doloroso di Gesù verso il Calvario i giovani hanno meditato, riflettuto e pregato sulle croci che oggi rattristano spesso il loro cammino. Il prevalere dell'avere sull'essere, dell'apparenza rispetto alla sostanza, imposto dalla società attuale, alle relazioni in famiglia, che soprattutto per gli adolescenti spesso diventano rapporti delicati, la scelta delle amicizie, la bellezza esteriore e quella interiore, la dignità del corpo e la sessualità, l'educazione per crescere, il lavoro che non c'è, il bullismo ma anche la speranza ed il futuro da costruire, sono stati i nodi toccati, lungo la Via Crucis, stazione dopo stazione.



Alla lettura di un brano delle Scritture sono seguìte brevi riflessioni e una preghiera, tutto affidando a quel Dio venuto al mondo, entrando nella storia e immolatosi sulla croce per redimere ogni uomo. “Nella nostra realtà diocesana, noi giovani ci sentiamo schiacciare da una sensazione di soffocamento, dovuta alla mancanza di occasioni lavorative, all'indifferenza da parte di politici e istituzioni, ad una diffusa mentalità disfattista”: è stata questa una delle meditazioni più incisive, nella stazione dedicata alla morte di Gesù sulla croce. “La morte di Gesù è preludio alla sua risurrezione, abbiamo speranza che questa situazione di stallo e di crisi sia premessa di riscatto e di rinascita” è stata la conclusione della meditazione. “Questa via crucis, con i giovani venuti da ogni parte della diocesi, perfino dalle località più lontane, è stata molto partecipata e sentita” ha sottolineato il Vescovo, concludendo il pio esercizio con una sua riflessione nella chiesa di S.Maria della Valle, esortando i giovani ad avere come loro modello, accanto a Gesù, quello del discepolo che Egli amava, Giovanni. “Giovanni, mentre tutti scappano, nel momento della Passione di Gesù, lui non scappa, vede morire Gesù in croce – ha detto monsignor Spina – lo stesso Giovanni, nell'Ultima Cena, è il discepolo che appoggia il suo capo sul petto di Gesù, sentendo il battito del Cuore del maestro e non abbandona Gesù, non lo tradisce e a lui Gesù dalla croce affida sua Madre e Maria diventa la Madre di tutti noi”. “Dal dolore di Maria accanto al Figlio crocifisso noi siamo nati alla vita – ha ripreso il pastore della diocesi – poi dalla croce, dal costato di Gesù trafitto dalla lancia, sgorgano sangue ed acqua, segni dell'Eucaristia e del Battesimo”.



Il giorno dopo il sabato ecco la Risurrezione. “Anche quel giorno Giovanni va al sepolcro lasciato vuoto da Gesù risorto insieme a Pietro, il primo degli apostoli – ha continuato il Vescovo – corrono insieme all'annuncio della Risurrezione portato dalla Maddalena ma Giovanni si ferma sulla soglia del sepolcro e aspetta che Pietro entri per primo, poi Giovanni vide e credette”. Il Vescovo ha quindi ricordato che la storia di Giovanni, che rispetta l'anzianità di Pietro e sa attendere, è la storia di ognuno di noi, “perchè anche noi come lui siamo amici di Gesù”. “Le salite che abbiamo percorso, talvolta cantando con il fiato grosso, stanno a ricordarci che la vita è talvolta in salita, non è sempre un cammino su strada pianeggiante” ha sottolineato monsignor Spina citando, tra gli altri, il dramma della disoccupazione e della ricerca del lavoro, i conflitti che possono nascere in famiglia, il bullismo, un fenomeno assai triste, con ragazzi fatti oggetto di violenza e di persecuzioni, fino ad arrivare al dramma di giovani che vivono l'esperienza dolorosa della malattia. “Ma la croce che portiamo non ci schiaccerà se ci affideremo a Gesù – ha spiegato il Vescovo – che non ci toglie la croce ma ci dà forza per portarla e per guardare oltre il momento della sofferenza, perchè Gesù ha lasciato vuoto il sepolcro, ha vinto la morte, ha percorso la via della croce, per immolarsi e per redimerci, spalancando a tutti noi le porte della risurrezione e della vita senza fine, perchè dopo la mort
e c'è la risurrezione”.
Le meditazioni e preghiere della Via Crucis sono state elaborate dai giovani della Consulta diocesana della Pastorale giovanile. La Via Crucis è stata invece organizzata dall Ufficio della Pastorale Giovanile diretto da don Domenico Villani.
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