Mercoledì delle ceneri, celebrazione in cattedrale



“Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”, con queste parole il vescovo Spina ha imposto le ceneri sul capo dei tanti fedeli che hanno gremito la cattedrale, Mercoledì delle ceneri, inizio della Quaresima.




Di seguito viene riportata l’omelia del vescovo: “ Carissimi fratelli e sorelle,
iniziamo oggi il cammino dei quaranta giorni verso la Pasqua. La Quaresima è sempre un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. Questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), come abbiamo ascoltato dalla prima lettura del libro del profeta Gioele, per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono.
La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina, come ci ha ricordato il Vangelo ascoltato.
Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità.
Per ascoltare la Parola di Dio c’è bisogno di silenzio, esteriore ed interiore. Oggi, intorno a noi, c’è tanto chiasso e rumore, tutti parlano e pochi ascoltano, c’è bisogno di silenzio per interiorizzare e per riflettere. L’habitat naturale e originario dell’essere umano è il silenzio. Nel grembo materno, la piccola creatura cresce nel silenzio, e infante è il suo primo nome, infante, cioè senza parola. Eppure vive…
Così il chicco di grano è affidato al grembo della terra nel silenzio del solco. Non c’è rumore nel  fecondo silenzio del seme, che muore per dare la vita.



Per accogliere la Parola di Dio c’è bisogno di silenzio. E’ solo nel silenzio che la Parola di Dio può esprimere tutta la sua forza creatrice.
All’inizio di questa Quaresima, voglio fare dono alla Cattedrale della Bibbia, nella versione grande da mettere all’ingresso della chiesa in modo che ci ricordi che non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Al termine del Giubileo della Misericordia, Papa Francesco ci ha donato l’esortazione Misericordia et misera, in cui ci invita a non chiudere la porta del cuore alle necessità dei fratelli e nel messaggio che ci ha indirizzato per questa quaresima ci propone la parabola di Lazzaro e del ricco epulone.
Quando si accoglie nel silenzio la Parola di Dio, non si può rimanere indifferenti agli altri, come avviene nella parabola del ricco epulone che veste elegantemente, che banchetta lautamente, mentre Lazzaro è fuori dalla porta, piagato a cui solo i cani danno attenzione leccando le ferite. E’ grave l’indifferenza del ricco che non vede il povero lasciandolo a se stesso nel disagio del vivere quotidiano. Ma dopo la morte Lazzaro riceve il premio del paradiso e il ricco quello dei patimenti dell’inferno
La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a ritornare a Dio con tutto il cuore e con le buone opere.  Il sacerdote, imponendo le ceneri sul capo, ripete le parole: «Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai», queste parole ci ricordano che «non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via» (1 Tm 6,7).
La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello.
La quaresima, è il forte invito a ritornare a Dio, a non essere indifferenti verso le persone che incontriamo o che sono dentro casa nostra, ma farci portatori di opere di misericordia nelle piccole cose, mostrando più attenzione, dando più aiuto. Quante cose buone possiamo fare e con l’aiuto di Dio le faremo se ci mettiamo sulla via del ritorno a Lui, ricco di misericordia. In questo momento penso all’opera diocesana che abbiamo chiamato Casa Zaccheo, in via porta Roma a Sulmona, Già sono partiti i lavori per  la costruzione per realizzare una nuova sede della Caritas per essere luogo di accoglienza e di accompagnamento  per tante persone che vivono situazioni difficili  e gli ambienti che accoglieranno quelle persone che non hanno fissa dimora, o che vengono scartate e che sono in seria difficoltà. Un segno, piccolo, ma che è di tutta la diocesi che deve svegliare le nostre coscienze assopite e anestetizzate dall’egoismo.
Preghiamo gli uni per gli altri affinché, partecipi della vittoria di Cristo, sappiamo aprire le nostre porte al debole e al povero. Allora potremo vivere e testimoniare in pienezza la gioia della Pasqua”.


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