Decimo giorno da pellegrini per i giovani della gmg di Rio 2013



Mercoledi` 24 Luglio e` Il secondo giorno effettivo della gmg brasiliana, Il decimo per i pellegrini della diocesi di Sulmona-Valva. Al mattino,dopo la colazione,  sono iniziate le catechesi dei vescovi, suddivise per língua. La parrocchia di S. Paolo apostolo, per l’occasione, era affollata di pellegrini italiani. Il cardinale Bagasco e` stato Il primo relatore e ha tenuto la prolusione sul tema : “ Sete di speranza, sete di Dio”. “Sappi da dove vieni,dove vai e davanti a chi un giorno dovrai rendere conto”, ha detto Bagnasco citando Martin Buber. Parlando del cuore dell’uomo e del cuore di Dio, l’arcivescovo di Genova ha esortato i giovani a rimanere fedeli alla sete del loro cuore. Se si rifiuta di ascoltare profondamentle la voce del cuore e ci si ferma in superfície,la vita umana diventa solo fuga e nascondimento. L’uomo non puo` spegnere le parole del cuore e non deve mai far finta di niente di fronte se stesso. Talvolta si ha paura di rimanere soli dinanzi la propria vita, ma chi ama Dio non e` solo perche` Dio, essendo Uno e Trino, non e` solitudine. Al termine della riflessione Il cardinale ha voluto dialogare con i giovani e rispondere alle loro provocazioni. Alle dodici in punto ha celebrato l’Eucarestia che ha culminato la mattinata dei pellegrini. Dopo Il pranzo questi ultimi si sono trasferiti nello stadio Maracanazinho per la festa di tutti i giovani italiani, in programma nel tardo pomeriggio. Giunti in largo anticipo nel luogo dell’evento, hanno avuto modo di prendere posto con comodo. Durante Il Festival si sono esibiti anche alcuni artisti italiani quali Ron, Francesco Renga, Zero Assoluto, Francesca Michielin e Chiara. Molta l’allegria che si e’respirata. “ Italiano, batti le mani!”,e` stato lo slogan di riferimento. Durante la festa i pellegrini hanno seguito anche la diretta della visita di papa Francesco all’ospedale di Rio. Il Santo Padre, d’altro canto, ha ascoltato una toccante testimonianza di due tossicodipendenti, che ha salutato e abbracciato. A quanti operano all’interno del presídio sanitario,papa Francesco ha voluto dire:” Tendiamo la mano a chi è in difficoltà, a chi è caduto nel buio della dipendenza, magari senza sapere come, e diciamogli: Puoi rialzarti, puoi risalire, è faticoso, ma è possibile”. E poi, ripentendo con forza un suo slogan, ha aggiunto: “Non lasciatevi rubare la speranza! Ma vorrei dire anche: non rubiamo la speranza, anzi diventiamo tutti portatori di speranza!”. Un forte applauso ha accompagnato le parole del Sommo Pontefice,applauso che arriva anche dai pellegrini che oggi lo hanno seguito in diretta streaming e domani lo accoglieranno nella spiaggia di Copagabana.
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