Ad Ateleta in località Carceres per una giornata del ricordo

La giornata piena di sole ha accolto le tante persone giunte a piedi, con i quod e a cavallo in località “Carceres” nel comune di Ateleta a 1620 s.l.m..
Sullo sperone della montagna, dove lo scorso anno venne collocata una croce, il Vescovo Spina ha presieduto la S. Messa concelebrata dal parroco don Nicola Perella, don Marco, don Daniel e don Rosario, alla presenza del Sindaco di Ateleta, delle Autorità militari, delle diverse Associazioni e di tanta gente proveniente anche da Pietransieri, Rivisondoli, Roccaraso, Pescocostanzo.

Il parroco don Nicola ha dato a tutti il benvenuto esponendo il significato della giornata: “Siamo qui a vivere un momento di fede, a ricordare la nostra gente, a conoscere la storia delle nostre origini in questo luogo che vide il suo triste epilogo nella notte tra il 4 e 5 dicembre 1456, quando un fortissimo terremoto distrusse il borgo, a vivere un momento di fraternità e di convivialità”. Il Vescovo durante l’omelia ha invitato tutti a rendere grazie a Dio, guardando l’incantevole scenario della natura fatto di monti, di verde, di cielo. Ha ricordato come lo scorso anno venne impiantata una grande croce con l’impegno dell’Associazione Carabinieri in congedo. Quella croce che ora si erge sulla cima del monte, è segno di speranza e di salvezza per tutti. Benedicendo la statua della Madonna, ha detto: “Guardiamo a Maria e lasciamoci guidare da Lei incontro al Signore salvatore e redentore dell’uomo”. Al termine della celebrazione della S. Messa il Vescovo ha benedetto la piccola statua della Madonna che, in processione, lungo i sentieri di montagna, è stata portata nel luogo dove un tempo c’era la cosiddetta “Casa della Madonna”. Il lungo percorso è stato fatto a piedi da tutti i preseneti, commovente è stato l’ultimo tratto, con la breve processione dei bambini che hanno portato la statua e l’hanno collocata nello spazio appositamente preparato.
L’incontro di fede, di memoria e di amicizia è terminato con un momento di semplice convivialità consumando un panino, una bibita e gustando l’aria di montagna. Ancora una volta Ateleta ha saputo testimoniare la bellezza della fede, del ricordo e dell’amicizia.




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