Area Profetica









































.



Area Sacerdotale


























.

Area Regale























.

.

La vita umana, valore non negoziabile    (347 letture) PDF Stampa E-mail
luned́ 08 febbraio 2010
Celebrando la giornata per la vita il vescovo mons. Spina, nella chiesa di S. Maria della Tomba a Sulmona, ha esposto con chiarezza il magistero di Benedetto XVI. Riportiamo di seguito l’intervento:


“Papa Benedetto XVI torna continuamente su uno dei temi a lui più cari, quello della difesa della vita umana dal suo concepimento al suo termine naturale. Il suo pensiero è profondo e chiaro e non ammette ambiguità. Sul valore della vita non si negozia!
La strenua difesa dei diritti umani è una tematica privilegiata e ricorrente. Il Santo Padre, infatti, ribadisce costantemente che la fonte di tali diritti risiede unicamente nella dignità della persona umana. Essi sono detti umani proprio perché ineriscono alla natura trascendente dell'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. Quei diritti, solennemente proclamati dalla Dichiarazione dell’ONU nel 1948, appartengono intrinsecamente all'essenza dell'uomo e non sono affatto da considerare fattori aggiuntivi ad essa. Anzi, proprio in forza della loro "connaturalità" umana sono universali, cioè valgono non solo per tutti i popoli ma anche per ogni uomo e donna, senza alcuna distinzione o discriminazione derivante da una specifica appartenenza sociale o da una particolare affiliazione religiosa.
Benedetto XVI fa notare che ogni diritto fondamentale ha, infatti, un contenuto oggettivo e stabile che non è né negoziabile né interpretabile in riferimento ad una contingente situazione sociale, storica e politica. I diritti fondamentali sono bensì preesistenti e superiori sia alla società che a qualunque ordinamento giuridico positivo, perché nascono con l'individuo e ne costituiscono il suo primo ed inalienabile patrimonio.
Il dovere del rispetto e della tutela della dignità umana, nella cui natura si rispecchia l'immagine del Creatore, ha per il Papa come presupposto insopprimibile la difesa del valore sacro della vita umana. E' su questo principio che si radicano tutti gli altri diritti. L'inviolabile diritto alla vita deve essere perciò sempre riconosciuto e promosso in tutta la sua interezza. Ogni essere umano, infatti, deve poter godere del diritto alla vita, che è opera di Dio, in ogni istante della sua esistenza, dal momento del concepimento fino alla sua morte naturale. Benedetto XVI sovente denuncia che proprio questo diritto alla vita oggi è gravemente minacciato o addirittura calpestato. Si pensi alle innumerevoli situazioni di violenza causate da conflitti tra popoli o dal terrorismo; ma anche al numero crescente di quelle morti silenziose provocate dalla fame, dall'aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall'eutanasia.
La Chiesa continua a farsi paladina nella difesa del diritto alla vita riaffermando a gran voce che nessun soggetto può disporre completamente né della propria vita né di quella degli altri. E ciò è tanto più vero quando, attraverso discorsi eticamente infondati, si cerca di legittimare l'aborto di un indifeso nascituro o l'eutanasia per un impotente soggetto, che non viene considerato persona, ridotto ad uno stato vegetativo. Nell'odierna cultura del benessere la vita non costituisce più un valore assoluto in sé, ma è un bene come tutti la cui importanza è proporzionale all'utilità pratica o al beneficio economico che da esso se ne può trarre.
“È necessario, al contrario, consolidare la cultura dell'accoglienza e dell'amore che testimoniano concretamente la solidarietà verso chi soffre, abbattendo le barriere che spesso la società erige discriminando chi è disabile e affetto da patologie, o peggio giungendo alla selezione ed al rifiuto della vita in nome di un ideale astratto di salute e di perfezione fisica” ( 21 febbraio 2009, Discorso ai partecipanti alla XV Assemblea ordinaria della Pontificia Accademia per la vita).
In questa linea, un accorato appello il Papa lo rivolge proprio al mondo della Scienza pretendendo che l'essere umano non sia ridotto, in modo sconsiderato, a mera cavia da laboratorio per manipolazioni genetiche che ne sviliscano la dignità. Non è affatto ammissibile l'esigenza di quella ricerca scientifica che, nell'audace tentativo di migliorare la qualità della vita e nell'indebito esercizio di una presunta libertà assoluta, violi l'incolumità al diritto stesso alla vita o l'integrità fisica dell'essere umano. Il Santo Padre a questo proposito denuncia soprattutto quelle pratiche scientiste che fanno della persona umana, nello stato embrionale, un mero materiale biologico da selezionare ed utilizzare.
“Ogni essere umano, dunque, è molto di più di una singolare combinazione di informazioni genetiche che gli vengono trasmesse dai genitori. La generazione di uomo non potrà mai essere ridotta a una mera riproduzione di un nuovo individuo della specie umana, così come avviene con un qualunque animale. Ogni apparire nel mondo di una persona è sempre una nuova creazione…È necessario ribadire che ogni discriminazione esercitata da qualsiasi potere nei confronti di persone, popoli o etnie sulla base di differenze riconducibili a reali o presunti fattori genetici è un attentato contro l'intera umanità. Ciò che si deve ribadire con forza è l'uguale dignità di ogni essere umano per il fatto stesso di essere venuto alla vita. Lo sviluppo biologico, psichico, culturale o lo stato di salute non possono mai diventare un elemento discriminante” (Udienza 21 febbraio 2009).
La scienza, piuttosto, rispetti le norme etiche fondamentali nella consapevolezza che ogni progresso scientifico che persegua il bene per l'umanità non può avvenire a detrimento del bene della singola persona umana. Anzi, se l'avanzamento scientifico è sganciato da un saldo riferimento a valori etici, non si ha un autentico progresso umano.
Di fronte al dominante relativismo, la Chiesa è impegnata in prima linea nella difesa della vita umana e dei diritti in essa iscritti. La Comunità ecclesiale, infatti, secondo Benedetto XVI, mediante l'annuncio autentico ed integrale del messaggio evangelico, ha il compito inderogabile di tutelare la dignità dell'uomo e favorire il rispetto e la promozione di ogni diritto fondamentale della persona.
In un mondo in cui l'egoismo, l'interesse privato e la sete di potere minano alla base la stabilità dell'intera famiglia umana, il Santo Padre riafferma che la Chiesa, forte della sua autorità morale, aspira a cooperare lealmente e concretamente con i Governanti delle Nazioni perché si raggiunga, nel rispetto dei diritti dell'uomo ed attraverso una logica solidale tra i popoli, il bene comune e una forma equilibrata di giustizia sociale. Affinché ciò si realizzi Benedetto XVI auspica anche che chi ha un ruolo di responsabilità civile non venga meno al suo grave dovere istituzionale di garantire a ciascun uomo i suoi diritti fondamentali promulgando leggi giuste ed attuando politiche adeguate tese in primis al riconoscimento ed alla promozione del valore della vita che ogni essere umano possiede fin dal suo concepimento.
“Per questo è oltremodo lodevole anche il vostro impegno nell’ambito politico come aiuto e stimolo alle Istituzioni, perché venga dato il giusto riconoscimento alla parola dignità umana. La vostra iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, nella quale affermate i valori fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, del diritto di ogni essere umano concepito a nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori, conferma ulteriormente la solidità del vostro impegno e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da sempre proclama e difende tali valori come non negoziabili (Udienza ai membri del Movimento Movimento per la Vita, 12.05.2008).
“Le Dieci Parole chiedono il rispetto, la protezione della vita, contro ogni ingiustizia e sopruso, riconoscendo il valore di ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio. Quante volte, in ogni parte della terra, vicina e lontana, vengono ancora calpestati la dignità, la libertà, i diritti dell’essere umano! Testimoniare insieme il valore supremo della vita contro ogni egoismo, è offrire un importante apporto per un mondo in cui regni la giustizia e la pace, lo shalom auspicato dai legislatori, dai profeti e dai sapienti di Israele” (Benedetto XVI alla Comunità Ebraica di Roma, 17.01.2010).


Ultimo aggiornamento ( luned́ 08 febbraio 2010 )
 
< Prec.   Pros. >

.
CARITAS EMERGENZA TERREMOTO IN ABRUZZO Contatti Caritas Diocesana Sulmona: Via Porta Romana 4, 67039 Sulmona (AQ) e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Tel 0864219204 fax 086434066

C.c.p. Caritas Diocesana n. 10562676 C.C.B Carispaq Sulmona: IBAN IT53 T06040 40800 000000064947
Causale del versamento “EMERGENZA TERREMOTO


.

.
2009 - 2010
.

.

.

Chi e' online

Abbiamo 17 visitatori online
mod_vvisit_counterOggi96
mod_vvisit_counterIeri376
mod_vvisit_counterQuesto Mese3130
mod_vvisit_counterTotale201979
© 2010 Diocesi di Sulmona e Valva
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.