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Giornata del sì a Dio

Si è svolto lunedì 30 agosto 2021 il Convegno Vocazionale Regionale nella Chiesa parrocchiale di s. Marco Evangelista in Vasto(CH), alla presenza dell’arcivescovo S.E. Mons. Bruno Forte. Che ha aperto la giornata con un breve momento di preghiera. Oltre a sacerdoti, suore e seminaristi, anche numerosi giovani provenienti da varie diocesi, si sono ritrovati insieme, per vivere una giornata all’insegna della riflessione sui temi estrapolati dalla Lettera Apostolica Patris Corde di Papa Francesco, pubblicata l’8 dicembre 2020: essi sono la vocazione, il sogno, il servizio e la fedeltà. Dopo una forbita relazione di Mons. Forte, tutti si sono divisi in quattro gruppi di discussione sui quattro temi e nel pomeriggio, dopo una visita alla chiesa di s. Maria Maggiore, un vero gioiello incastonato nel dedalo di vicoli del centro storico di Vasto, tutti si sono ritrovati per trarre una sintesi sulle varie riflessioni, basata sulle relazioni dei quattro gruppi. Il convegno si è concluso con la preghiera del vespro in parrocchia.

Di seguito viene riportata la relazione del gruppo che discuteva sul tema del servizio.

Il lavoro di gruppo si è aperto con la riflessione su quanto affermato dall’arcivescovo Bruno Forte: ‘’il servizio è la strada che porta a scoprire la propria vocazione’’. Ognuno ha esordito esprimendo in una parola ciò che per lui il termine ‘’servizio’’ significasse: prendersi cura, bisogno, aiuto, offerta, dono di sé, umiltà, ascolto, condivisione, custodia, reciprocità. Subito dopo Antonio della diocesi di Pescara- Penne, referente del Progetto Policoro, ha narrato la sua esperienza di servizio. Egli ha accostato la parola ‘’servizio’’ alla parola ‘’regalo’’, in riferimento alle origini della sua storia che ha inizio in terra di Puglia, in una famiglia cattolica che sin da subito lo abituò ad apprezzare i regali della sua comunità parrocchiale e cittadina. Egli notava con stupore come i giovani più grandi aiutassero i ragazzi più piccoli ed inesperti in varie attività, sentendosi così a sua volta chiamato a fare altrettanto, a voler essere chi regalava qualcosa; così diventò animatore. Ecco che ogni vocazione nasce anche dalle esperienze e dalle fatiche dei singoli che si specchiano sull’orecchio del cuore che è attento alla voce del Signore. La chiamata al servizio muta col passare degli anni, ed ecco che Antonio diviene accompagnatore di disabili, poi una figura di ausilio ai giovani in cerca di lavoro.

Nello spirito del servizio reciproco circa 25 anni or sono, nella città lucana di Policoro, nacque l’omonimo progetto, anche per volere dei vescovi, finalizzato a mitigare la piaga della disoccupazione giovanile, formando i giovani ad essere a loro volta formatori per gli altri, facendosi prossimi all’altro, iniziando ad ascoltare nelle scuole i sogni dei ragazzi. Si è voluto così proporre un nuovo concetto di lavoro, visto come servizio basato sulla dottrina sociale della Chiesa, che insegna come esso debba essere ‘’libero, solidale e collaborativo’’, così come anche il papa ci ricorda nella Evangelii Gaudium.

Servendo ci si scopre essere piccoli semi di speranza per gli altri, anche restando nel proprio territorio di origine, dove Dio ci ha pensati. , cercando di non lasciare indietro e di non calpestare nessuno. Si è discusso anche su quattro verbi scaturenti a suo avviso dalla parola ‘’servizio’’: animare, abitare, appassionarsi, accompagnare. L’incontro si è concluso con una condivisione delle proprie esperienze inerenti al servizio; si è potuto affermare come davvero il servire possa essere in senso lato sinonimo di ‘’vocazione’’, di come possa essere risposta alla domanda che è nel cuore dell’uomo ‘’Per chi sono?’’, scoprendo che nell’altro si cela il volto di Cristo che continua a chiederci di metterci a servizio gli uni degli altri ed a dirci ‘’Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date’’.

 

Francesco Romito