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Festa di San Sebastiano patrono dei Vigili Urbani

Celebrato dalla Polizia Municipale San Sebastiano Martire:
mons. Fusco, siate amanti e custodi della città di Sulmona
Nella mattinata di oggi, 20 gennaio 2022 festa di San Sebastiano martire, il vescovo Fusco ha celebrato, nella chiesa di San Francesco della Scarpa in Sulmona, con i Vigili urbani della città peligna, i quali hanno ricordato il loro patrono. Di seguito è riportata l’omelia che il presule ha pronunciato:

Signor Sindaco, Autorità civili e militari,
cari Vigili Urbani

Sono lieto di presiedere questa Eucaristia nella festa di san Sebastiano, martire, patrono e protettore della Polizia Municipale.

Papa Pio XII Il 3 maggio 1957 ha proclamato il santo martire Sebastiano patrono della Polizia Municipale. Sull’atto Pontificio questa la motivazione: “tra gli Illustri martiri di Cristo, i militari occupano un posto di primissimo piano presso i fedeli, per la loro peculiare religiosità e per l’ardente impegno a compimento del dovere. Tra questi brilla San Sebastiano che, come è riferito dalla tradizione, durante l’impero di Diocleziano fu comandante della coorte pretoriana e fu onorato con grandissima devozione… a lui come patrono si consacrano molte associazioni sia militari che civili attratte dal suo esempio e dalle virtù cristiane… per cui costituiamo e dichiariamo per sempre San Sebastiano Martire custode di tutti i preposti all’ordine pubblico che in Italia sono chiamati “Vigili Urbani” e Celeste Patrono”

Cittadino milanese, alto e stimatissimo ufficiale della guardia pretoriana di Diocleziano e Massimiano, san Sebastiano è popolarissimo per l’iconografia, dove appare bersagliato dalle frecce. Nato da genitori cristiani, pur avversando la carriera militare, egli si era arruolato verso il 283 nell’esercito per poter a Roma aiutare i cristiani arrestati durante la persecuzione. “secondo il racconto della Passio, San Sebastiano, recatosi nella casa dove erano rinchiusi in custodia cautelare due gemelli, Marco e Marcellino, li confermò nella fede mentre stavano per cedere, riuscendo poi a convertire anche i loro custodi. Denunciato per questo agli imperatori, fu condannato a morire per mano degli arcieri in mezzo al Campo di Marte. Il suo corpo trafitto dalle frecce fu abbandonato sul terreno ma il martire, dato per morto, fu raccolto da una vedova di nome Irene che, curatolo a casa sua, lo vide miracolosamente guarito. Pochi giorni dopo, Sebastiano si presentò nuovamente all’imperatore, rimproverandolo aspramente per il male fatto ai cristiani. Diocleziano allora comandò che fosse frustato a morte e gettato in una cloaca perché non divenisse oggetto di venerazione per i cristiani. La notte seguente, il santo apparve alla matrona Lucina, le rivelò dove giaceva il suo cadavere e le ordinò di seppellirlo accanto alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, che allora si trovavano sulla via Appia, nelle catacombe che poi furono chiamate di S. Sebastiano”.

Dalla sua vita e, in particolare, dalla narrazione del suo martirio, ricaviamo che Sebastiano stimò Gesù Cristo al di sopra di ogni autorità terrena, al di sopra di ogni onore civile o militare, per il suo attaccamento e la sua fedeltà.

Nella prima lettura abbiamo ascoltato il combattimento tra Davide e Golia. Davide ancora molto giovane, combatte contro Golia, un gigante esperto nell’arte della guerra. Il primo si fida solo del Signore mentre l’altro è fiducioso della sua forza e delle sue armi. Il Re Saul lo invia dicendo Il Signore sia con te. Davide raccoglie cinque ciottoli dal fiume per la sua fionda e nel nome del Signore va a combattere il Filisteo. La sua forza è proprio il Signore, la sua fiducia è riposta in Lui. Di fatti così equipaggiato sconfiggerà Golia.

Carissimi Vigili Urbani, voglio affidarvi cinque ciottoli, da portare sempre con voi per sconfiggere ogni situazione difficile, per essere forti davanti a ogni Golia che incontrerete nella vostra missione.

Come San Sebastiano e come Davide fidatevi del Signore, quando operate nella giustizia e nel bene Lui vi assisterà e vi proteggerà. Il Signore desidera come voi che il male sia sconfitto e prevalga il bene, vi assicura che sarà sempre al vostro fianco quando sarete impegnati per la verità e la giustizia.

Coltivate l’amore per tutti i cittadini ai quali vi rivolgete nel vostro servizio, nei vari uffici e nelle varie forme di servizio. Lavorando senza sosta per quel «bene comune» che non è un benessere generico o l’interesse della maggioranza, ma è davvero il bene di tutti e di ciascuno, il bene di ogni singola persona, anche della più povera e dimenticata, è bello pensare che il vostro lavoro aiuti soprattutto gli ultimi a non sentirsi scartati o dimenticati.

Vigilate su questa città, per la sua storia, per la sua arte, per la sua bellezza. Amate questa città di Sulmona. Curate e servite la storia, l’arte, la dimensione civile e politica, ma anche l’ambiente, l’ecologia, i paesaggi… Siate custodi del patrimonio artistico, storico ed ambientale della nostra città.

Coltivate l’ospitalità, l’accoglienza: dello straniero, del turista, del lavoratore, dello studente, dello sportivo, del pellegrino . . . voi, dunque, rendete vivibile e accogliente questa città, direi che quasi personificate il «cuore» caratteristico e insostituibile di Sulmona, aiutando tutti a trovare il meglio e a scoprire il bello, tante volte nascosto. Siate come Gesù che nel vangelo di oggi mette al centro la persona, senza giudizi e preconcetti, aiutandola nei bisogni e nelle sue necessità.

Siate promotori di pace e di fraternità. Il vostro servizio sia a favore di una convivenza pacifica della società. Con l’autorità che vi è affidata promuovete la pace sia tra le istituzioni, sulle strade, tra i cittadini in ogni ambito a voi consegnato. Così da diventare strumenti e operatori di fraternità. Grazie a voi la nostra città possa scoprirsi sempre di più comunità unita.

Carissimi Vigili Urbani se adoperate questi cinque ciottoli sarete per la comunità civile un esempio come lo è stato San Sebastiano di fedeltà a Dio e agli uomini. A voi è affidato come patrono e come esempio di fedeltà nel vostro impegno per la città, non sempre ben apprezzato. Ringrazio il Signore per questo Corpo di Polizia Locale di Sulmona e vi affido all’intercessione di San Sebastiano, con l’augurio che sappiate non soltanto onorare la sua gloriosa memoria, ma altresì imitare la sua coerenza cristiana nelle scelte di ogni giorno. Amen