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Economy of Francesco: i giovani chiamati a una nuova economia

Si è concluso ieri, 21 novembre 2020 ad Assisi, l’evento di Economy of Francesco che ha visto la presenza e l’impegno di tanti giovani, imprenditori e non, che rispondendo all’invito di Papa Francesco si sono messi in gioco cercando di costruire e intraprendere un nuovo stile economico che permetta uno sviluppo tra i popoli equo e sostenibile. Certamente la cornice assisiana ha dato un tocco francescano all’evento, il quale proprio nel Santuario della Spogliazione ha visto la sua celebrazione.

Prendere a modello la figura del Poverello di Assisi ha fatto sì che si realizzasse l’invito del Papa a non teorizzare solo un cambiamento ma a favorirlo, così come fu per Francesco che, quando scoprì nel lebbroso la presenza di Dio, non esitò dapprima a donare tutto il ricavato guadagnato e dopo a lasciare ogni sostanza paterna.

Il Papa, allora, ponendo fiducia ai giovani auspica a una cultura dell’incontro che, servendosi di mezzi umani, quali appunto l’economia, dovrà essere fondamento per uno sviluppo umano integrale; lo stesso Pontefice così si esprimeva nel video di saluto che ha concluso i lavori di studio e di riflessione: «noi non accettiamo di separare l’economico dall’umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce. Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo d’uomini, fino a comprendere l’umanità intera».

Tante le personalità intervenute a questi giorni di grazia: la pandemia non è riuscita a fermare l’entusiasmo di mettersi a lavoro per la ricerca del bene comune. I giovani, «arrivati» ad Assisi mediante l’ausilio dei social-media, e sono stati più di 2000 da circa 120 paesi, hanno potuto così dialogare, proporre e ascoltare nuove idee con l’ausilio e la collaborazione di economisti quali: Luigino Bruni, Muhammad Yunus, Jeffrey Sachs, Kate Raworth, Alessandra Smerilli.

Una sintesi di questi giorni si potrebbe ritrovare nelle parole di Papa Francesco che invita a generare e non a produrre, vale a dire, riprendendo il pensiero e le parole del prof. Mauro Magatti, ordinario di Sociologia all’Università Cattolica: a un movimento antropologico del prendersi cura dell’altro «quale condizione essenziale per capire chi siamo, è la circolazione della vita e della libertà attraverso e al di là di quello che facciamo noi.».

La conclusione di questo primo evento certamente non spegne l’impegno e il fervore nel mettersi veramente al lavoro; la gioia e la novità di questi giorni dovranno essere motrici per questo nuovo movimento che sta nascendo in seno alla Chiesa e certamente illuminato dallo Spirito Santo.  Il Papa invita tutti all’incontro del prossimo anno auspicandosi non solo che l’umanità abbia trovato l’antidoto al Coronavirus ma anche a quello dell’individualismo e dell’indifferentismo umano e costruire così una società e un’economia più fraterna.

a cura dell’Ucs diocesano

 

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