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Con Gesù verso Gerusalemme: l’omelia del Vescovo Michele per iniziare e vivere la Quaresima

Con la solenne del Mercoledì delle Ceneri che, il segno forte della cenere sul capo, ci fa comprendere come la conversione sia un evento che debba investire l’interiorità e l’esteriorità della persona, iniziamo questo tempo di grazia volto all’ascolto della Parola e al vivere con frutto l’amore verso Dio e verso gli altri.

Riportiamo l’omelia che il nostro Vescovo Michele ha pronunciato nella celebrazione vespertina di questo giorno solenne:

 

In questo mercoledì delle Ceneri la Prima lettura ci rivolge un invito attraverso il profeta Gioele: Ritornate a me con tutto il cuore […] ritornate al Signore perché Egli è misericordioso […] di grande amore.

Siamo invitati a rivedere il nostro cammino di fede, il nostro rapporto con il Signore e con i fratelli, così che, in questi 40 giorni di quaresima, possiamo prepararci all’evento più importante dell’anno: la Pasqua, il passaggio con Cristo dalla morte alla vita, dal peccato alla grazia.

 

Ritornare al Signore con tutto il cuore. Si tratta di capire quale direzione ha preso il nostro cuore, dove si sta orientando. Forse a causa della pandemia siamo troppo preoccupati delle cose della terra, preoccupati di noi stessi? Abbiamo forse un cuore indurito, o bloccato nell’amare perché segnato da tante ferite in cui la vita quotidiana ci coinvolge? Non riusciamo più ad accettare alcune situazioni familiari difficili?

Mettiamoci allora in viaggio, in cammino, percorriamo le strade che ci portano al Signore. Andiamo nelle profondità del nostro cuore per comprendere verso dove stiamo andando, recuperiamo quegli impegni di preghiera, di carità e di sacrificio che già in altre occasioni abbiamo scelto.

Riprendiamo il Santo Viaggio seguendo l’invito del salmista (Salmo 83,6): “Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio”.

Il viaggio, così come l’ha vissuto Abramo, che da Ur dei Caldei, guidato dalla voce di Dio, si mette in cammino verso un luogo sconosciuto; così come Israele guidato da Mosè attraversa il deserto verso la terra promessa, camminando insieme con il suo Dio, attraversando momenti di prova e di difficoltà: così come si mette in viaggio Gesù attraversando le varie regioni della Galilea, della Giudea per giungere a Gerusalemme, luogo dove lo attenderà la Passione ma anche la glorificazione.

Un viaggio, un cammino, dentro di noi, nel profondo del nostro cuore, e verso la Pasqua, mai da soli, con il Signore, con i fratelli della comunità, con tutta la Chiesa che in questo giorno dà inizio alla Quaresima.

Dove trovare la forza per non fermarsi e procedere con fedeltà nel cammino? Questa forza la troviamo proprio in Gesù che per primo ha compiuto questo viaggio, con la sua Parola giorno per giorno, domenica per domenica ci guida a vivere pienamente questo tempo. Una Parola che ci propone di stringere con Lui un’Alleanza, un’amicizia solida, che niente e nessuno potrà rompere neppure il peccato, perché abbiamo il sacramento della confessione che ci dona sempre la possibilità di riannodare il rapporto con Lui. Troviamo la nostra forza nel pane dell’Eucarestia che diventa cibo e sostegno per superare ogni imprevisto e ogni prova.

 

In questo santo viaggio mai perdere di vista la meta: più è alta e più ti attira, più è lontana e più la desideri, più è bella e più bello è il cammino. Senza meta non si cammina. La nostra meta è incontrare Dio, è vivere in comunione con Lui. Ci sono piccole mete terrene che una volta raggiunte ti colmano di gioia ma non riempiono pienamente il cuore. Santa Teresa diceva Solo Dio basta.  Si, solo il Signore può riempiere il cuore di quella gioia profonda e immensa, sublime. Mai saremo appagati su questa terra. Ogni domenica a Messa ci sembra di aver raggiunto un’altezza di rapporto con Lui, poi ci accorgiamo che non basta, andiamo avanti cercandolo ancora di più. Così, andiamo avanti, non perdiamo di vista mai l’obiettivo del nostro cammino, la meta da raggiungere.

Un viaggio come il nostro non è mai solitario, Abramo parte con la sua famiglia, Israele nel deserto come popolo, Gesù con i suoi discepoli. Noi viaggiamo sempre insieme, abbiamo dei fratelli di viaggio, la famiglia, la comunità parrocchiale o il gruppo e associazione cui facciamo riferimento. Insieme si condivide il cammino, si affronta la fatica, si superano le difficoltà. Insieme siamo chiamati a realizzare quella fraternità cui spesso il Papa ci richiama. Insieme non si sbaglia strada, non si resta soli, non si vive nel buio. Insieme facciamo l’esperienza della presenza del Risorto tra noi come i discepoli di Emmaus.

 

In questo santo Viaggio abbiamo anche un percorso da seguire, una strada ben precisa, da porre sempre davanti ai nostri occhi, per non sbagliare percorso. La lampada dei nostri passi è certamente la Parola del Signore. Occorre consultarla ogni giorno, gradualmente paso dopo passo. La Parola ci indicherà le coordinate precise per raggiungere la meta. Le tante persone che prima di noi hanno percorso questa strada, i Profeti, gli Apostoli, Maria che troviamo nella scrittura diventano esempi chiari per camminare pienamente nel Signore. La strada non è sempre tutta conosciuta ma possiamo trovare le indicazioni ponendoci in ascolto della Parola.

 

Nostra guida, con Gesù-Parola, è lo Spirito Santo che ci è stato donato nel battesimo, nella cresima. Se sappiamo seguire la sua voce lui ci ricorda tutte le parole del Signore. Lui ci sa guidare superando anche la voce del Maligno, il sussurro del male che vorrebbe distoglierci dal cammino e scoraggiarci. Invochiamo sempre l’aiuto dello Spirito Santo perché mai si spenga la sua luce in ciascuno e possiamo sempre credere all’amore che Dio ha per noi.

Nel viaggio portiamo anche una bisaccia, un bastone. Gesù ci invita a non appesantirci ad andare con pochi mezzi per fidarsi totalmente di Lui. Di una cosa però dobbiamo rifornirci, una moneta: dobbiamo sempre avere con noi la moneta dell’amore. Gesù ci ha detto che saremo giudicati sull’amore, allora questa moneta è quella che Lui ci chiederà come passaporto per giungere alla meta finale. Riempiamo la nostra bisaccia di tante occasioni di amore, di tante opere di carità, avremo il passaporto per la felicità, il passaporto per oltrepassare l’inferno e giungere alla piena comunione col Signore. Solo l’amore ci salva.

 

Mettiamo anche in conto i fallimenti, i momenti di prova, come questo tempo di pandemia, sappiamo che corriamo dei rischi, che possiamo trovare delle forze contrarie, situazioni che ci vorranno distogliere dal cammino, o imprevisti. Momenti di scoraggiamento, malattie, prove spirituali. Possiamo anche incontrare persone che hanno altre mete da voler raggiungere e ci mostreranno che sono più allettanti e piacevoli da seguire. Potranno anche portarci fuori strada. In qualche occasione forse resteremo nel buio, vivremo momenti di prove particolari. Potremo scoraggiaci di fronte ai fallimenti. Ma sappiamo che anche il più grande fallimento come la croce, se abbracciato e vissuto con amore e fiducia, come Gesù verso il Padre, si apre al giorno della Resurrezione e della Pasqua.

Così dopo ogni caduta, mai arrendersi ma rialzarci e ripartire. Mai scoraggiarsi o dire basta è finita, il Signore non mi perdona, e non mi vuol bene, proprio allora occorre credere nell’amore di Dio. Giorno dopo giorno. Passo dopo passo. Con perseveranza, andiamo avanti nel cammino e con gli strumenti che la quaresima ci presenta: la preghiera, la mortificazione e la carità grazie ai quali saremo certi di giungere alla meta desiderata.  Buon cammino, buon santo viaggio