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Centesimo anniversario della canonizzazione di santa Margherita Maria Alacoque

Nel centesimo anniversario della canonizzazione di santa Margherita Maria Alacoque, apostola del Sacro Cuore, è stato chiesto ed ottenuto dalla Penitenzieria Apostolica la grazia di un anno giubilare per tutti i monasteri dell’ordine Visitandino. Un’occasione per rinascere nelle fede.

L’anno giubilare è stato aperto il 16 ottobre 2019 a Corfinio e si chiuderà il 17 ottobre 2020. A tutti coloro che varcheranno la porta delle chiese dei monasteri visitandini è accordata la grazia di una indulgenza plenaria alle solite condizioni: essere in stato di grazia, confessarsi e comunicarsi nei 20 giorni che precedono o che seguono, pregare secondo le intenzioni del Santo Padre, recitare il Credo.
L’indulgenza sarà concessa in occasione di ricorrenze legate all’Ordine della Visitazione, ovvero: festa di santa Margherita Maria Alacoque (16 ottobre 2019 e 2020), solennità di san Francesco di Sales (il 24 gennaio 2020), giorno del 100° anniversario della canonizzazione di santa Alacoque (13 maggio 2020), solennità della Visitazione della Vergine Maria (31 maggio 2020), solennità del Cuore di Gesù (19 giugno 2020), solennità di Santa Giovanna di Chantal (12 agosto 2020) e il primo venerdì di ogni mese.
Nella lettera giunta dal monastero di Paray le Moniale, dove Santa Margherita ricevette le rivelazioni del Sacro Cuore, si legge la motivazione, inviata alla Penitenzieria Apostolica per chiedere questo anno giubilare: «[. ..] Nel desiderio di essere rinnovate [nella missione ricevuta dal nostro S. Ordine della Visitazione] affinché l’Amore del Cuore di Gesù risplenda sempre più sul mondo, abbiamo pensato che la grazia di un anno giubilare, con l’acquisto dell’Indulgenza plenaria, potrebbe così permettere ai numerosi fedeli che frequentano le Cappelle dei nostri Monasteri, di fare l’esperienza intima dell’amore del Cuore di Gesù e di rendergli “amore per amore “ secondo il desiderio che lui stesso aveva espresso a Santa Margherita Maria […]»

 

Nell’omelia il Vescovo Mons Michele Fusco, dopo aver commentato la Parola di Dio ha presentato un brano del 27 dicembre 1673 dall’autobiografia di Santa Margherita Maria e una lettera che riportiamo di seguito. 

27 dicembre 1673

Una volta dunque trovandomi davanti al Divino Sacramento, finalmente un po’ più a mio agio, perché di solito gli incarichi assegnatimi non mi lasciavano molto tempo per l’adorazione, mi trovai completamente investita dalla divina presenza, così intensamente da dimenticare me stessa ed il posto in cui ero ed abbandonarmi del tutto allo Spirito Divino, lasciando il mio cuore alla forza del suo amore. A lungo Egli mi lasciò riposare sul suo divino petto, dove mi scoprì le meraviglie del suo amore ed i segreti inspiegabili che il suo Sacro Cuore m’aveva tenuti nascosti fino ad allora, quando l’aprì per la prima volta, ma in un modo così affettuoso e sensibile che non mi lasciò il più piccolo dubbio, per l’effetto che la sua grazia produsse in me, di solito così timorosa di sbagliare per quanto riguarda i miei pensieri intimi. Ed ecco come mi pare che sia accaduto: Egli disse – Il mio cuore è così appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere le fiamme della sua ardente carità, deve diffonderle attraverso di te e manifestarsi a loro per arricchirli dei preziosi tesori che ti scopro e che contengono grazie santificanti e salutari, necessarie per strapparli dall’abisso di perdizione. Io ti ho scelta come un abisso d’indegnità e d’ignoranza per compiere questo grande disegno affinché tutto sia fatto soltanto da me! – poi domandò il mio cuore ed io lo supplicai di prenderlo. Egli lo fece e lo nascose nel suo adorabile, nel quale mi pareva di vederlo come un piccolo atomo che si consumava in una fornace infuocata, da cui lo ritirò come una fiamma ardente a forma di cuore e lo rimise a posto dicendomi: – Ecco mia diletta, un prezioso pegno del mio amore, che chiude nel tuo costato una piccola scintilla delle sue più vive fiamme, per servirti da cuore e consumarti fino all’ultimo momento… per quanto io abbia richiuso la piaga, il dolore ti resterà per sempre e se fino ad oggi tu non hai voluto che il nome di schiava, d’ora in poi io ti nomino discepola diletta del mio Sacro Cuore –

Racconto della visione del 1673, tratto dalla “Vita scritta da lei stessa” curato dalle suore di Paray le Monial e pubblicato a Parigi nel 1867 (Tomo II p.p. 325-326).

Dalle «Lettere» di santa Margherita Maria Alacoque vergine (Vie et Ceuvres 2, Paris 1915, 321. 336. 493. 554)

Mi sembra che il grande desiderio di Nostro Signore che il suo Sacro Cuore venga onorato in modo particolare abbia lo scopo di rinnovare nelle anime gli effetti della sua redenzione. Infatti il suo Sacro Cuore è una fonte inesauribile che cerca solo di riempire i cuori umili, vuoti, distaccati da ogni cosa e sempre pronti a sacrificarsi per rendergli piacere.
Questo Cuore divino è una fonte inesausta, dalla quale scendono ininterrottamente tre canali: il primo è quello della misericordia verso i peccatori e porta loro lo spirito di contrizione e di penitenza. Il secondo è quello della carità e scorre per portare aiuto a tutti i miserabili che si trovano in qualche necessità, e particolarmente a coloro che tendono alla perfezione: essi vi troveranno la forza per superare gli ostacoli. Il terzo è quello dell’amore e della luce per gli amici perfetti, che egli desidera unire a se stesso, per comunicare loro la sua scienza e i suoi desideri, perché, per una via o per l’altra, si consacrino totalmente alla sua gloria.

Questo Cuore divino è un abisso di bene, in cui i poveri devono riversare le loro necessità. E’ un abisso di gioia, dove bisogna gettare tutte le nostre tristezze. E’ un abisso di umiliazione per il nostro orgoglio, un abisso di misericordia per gli infelici, e un abisso d’amore, in cui bisogna seppellire tutte le nostre miserie.

Non avrete quindi che da unirvi in tutte le vostre azioni al Sacro Cuore di Nostro Signore, all’inizio per disporvi, al termine per ripagare. Per esempio, vi sentite incapaci di pregare? Accontentatevi di offrire la preghiera che il divin Salvatore fa per noi nel sacramento dell’altare. Offrite i suoi slanci per riparare tutte le vostre imperfezioni. Ripetete dunque ogni vostra azione: Mio Dio, io faccio o soffro questa cosa nel Sacro Cuore del vostro divin Figlio, e secondo le sue sante intenzioni che vi offro per riparare tutto ciò che di impuro e di imperfetto c’è nel mio operare. E così nelle diverse situazioni della vita. Quando vi toccherà qualche pena, afflizione o mortificazione, dite a voi stessi: Accetta ciò che il Sacro Cuore di Gesù ti manda per unirti a lui.

Soprattutto cercate di conservare la pace del cuore, che supera qualsiasi tesoro. Il mezzo per arrivare a questo consiste nel non avere più volontà propria, ma quella di questo divin Cuore al posto della nostra, lasciando che voglia per noi tutto ciò che può aumentare la sua gloria, contenti di sottometterci e di abbandonarci a lui in ogni cosa.