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Celebrare la Parola: incontrare il Verbo

Anche quest’anno, domenica 23 gennaio, si celebra la giornata della Parola di Dio avente per tema “Beato chi ascolta la Parola di Dio”. Ancora una volta, la Chiesa, volendo essere testimone di quella Parola che ogni domenica celebra, vuole far comprendere al mondo che essa è il fondamento della vita e della nostra esistenza. Dal celebrare la Parola, incontriamo il Verbo della vita che, nella sua incarnazione, rende autentica e sempre nuova quella parola di Dio che crea, redime e santifica ogni uomo e donna.

Questo è certamente il senso di questa giornata speciale voluta da Papa Francesco: una domenica in cui sensibilizzarsi all’ascolto, alla meditazione e soprattutto alla testimonianza della Parola; da questo poi, lo stimolo a voler costruire la comunità ecclesiale. Tutto questo significa fare della propria vita una preghiera. Così come ricorda mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, commentando il tema della giornata odierna «La preghiera, quindi, non è di un momento, ma coinvolge tutta la giornata di un discepolo del Signore. Richiede la gioia dell’incontro e la perseveranza. Per questo il Signore, continua affermando: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. Nulla rimane inascoltato presso il Padre quando è richiesto nel nome del Figlio».

Non possiamo nella preghiera con Dio tralasciare la Parola: essa è il linguaggio più adatto a tal dialogo, è il canale più diretto per raggiungere Dio, è la frequenza d’onda più chiara per aspettarci da lui una risposta e uno stimolo per convertirci e incontrarlo di nuovo nella comunità; ma cosa chiedere al Signore, nella preghiera, in questa giornata speciale?

Stiamo vivendo in questa settimana la preghiera per l’unità dei cristiani e allora quale occasione migliore, quella cioè del tema dell’unità delle Chiese, il pregare insieme mettendo al centro la Parola? A questa domanda risponde direttamente Papa Francesco che, riprendendo il decreto conciliare Unitatis Reintegratio, nell’Evangelii gaudium al n. 244 così afferma: «la credibilità dell’annuncio cristiano sarebbe molto più grande se i cristiani superassero le loro divisioni e la Chiesa realizzasse “la pienezza della cattolicità a lei propria in quei figli che le sono certo uniti col battesimo, ma sono separati dalla sua piena comunione”». Ecco, allora, che essere annunciatori autentici e credibili della Parola significa vivere l’unità dall’unicità della Parola stessa; in altre parole, in definitiva, sensibilizzarsi in questa domenica, incastonata all’interno della settimana ecumenica, all’ascolto e alla condivisione della Parola significa spendersi in prima persona per la causa dell’unità sia tra le Chiese sia nella Chiesa, con l’auspicio che da questa giornata possa nascere una quotidianità feconda con la Parola che capra a una beatitudine eterna.

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