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Bicentenario della Cresima di San Nunzio Sulprizio

Da lunedì 21 settembre a venerdì 25 settembre la comunità di Popoli ospiterà nella Chiesa di San Francesco l’urna contenente le reliquie di San Nunzio Sulprizio, giovane Santo canonizzato da papa Francesco il 14 ottobre 2018.

I suoi resti mortali, provenienti dal Santuario di Pescosansonesco (PE), sono stati trasferiti nella chiesa popolese in occasione del Bicentenario della sua Cresima.

Il padre, infatti, era nativo di Popoli e il 16 maggio 1820, venuto a sapere insieme a sua moglie della visita pastorale del Vescovo di Sulmona-Valva Mons. Felice Francesco Tiberi a Popoli, colse l’occasione per chiedere il dono della Cresima per il piccolo Nunzio, che ricevette così il sigillo dello Spirito Santo all’età di tre anni, nella chiesa di San Lorenzo Martire.

Il suono dei tamburi e lo squillo delle chiarine hanno accolto l’arrivo in piazza dell’urna, accompagnata da un gruppo di pescolani con la caratteristica tuta blu da operaio. Le mascherine, indossate dai numerosi fedeli in base alle norme vigenti in questo periodo, lasciavano intravedere sguardi carichi di emozione.

Ad attendere il giovane Santo c’era S. E. Rev. il Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, che ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica, S. E. Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona – Valva, il parroco di Popoli insieme ad alcuni sacerdoti della diocesi, i membri dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità, il sindaco e le autorità militari.

Dopo l’ingresso in chiesa e i saluti iniziali, il parroco don Luigi ha dato lettura del Decreto della Penitenzieria Apostolica con il quale si concede l’Indulgenza Plenaria a tutti i fedeli che parteciperanno a queste giornate giubilari.

Nell’omelia il Cardinale ha ripercorso le tappe fondamentali della vita del Santo, sottolineando come questa, mediante l’unzione con il Crisma nel Battesimo e nella Cresima, sia diventata partecipe della triplice missione del Signore: profetica, sacerdotale e regale.

“Venerare i Santi – ha concluso il Cardinale – non significa soltanto ammirarli perché sono dei capolavori di Dio; non basta invocarli, anche se li sappiamo forti nell’intercessione. Venerare i Santi significa imitarli, quindi chiediamo a San Nunzio la grazia di insegnarci ad esser un po’ come lui. Preghiamo perché ci aiuti a vivere con spirito profetico la Parola che illumina e rende liberi, ci aiuti a trasformare con amore le difficoltà in risorse, testimoniando la Pasqua del Signore, come membri di un popolo sacerdotale, che è la Chiesa. Ci sostenga nell’impegno efficace di edificare, secondo la grazia ricevuta, la Chiesa-comunione ed essere lievito evangelico per il mondo, per costruire, lì dove siamo, una terra più solidale, più fruibile e, proprio per questo, più degna dell’uomo.”

 

 

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